PRIGIONIERO DELLA MIA LIBERTÀ
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...
Category:
Archivio Cinema

 

 

TRAMA
Alejandro Torres, giovane architetto, vive una vita tranquilla con la moglie e la figlia fino al giorno in cui viene ingiustamente arrestato. Traumatizzato dall’errore giudiziario e alla disperata ricerca della verità, metterà in atto la sua rivalsa verso coloro che gli hanno sconvolto la vita. Tutto inizia con l’incontro di Osvaldo, un suo caro amico d’infanzia, riemerso dalle nebbie del passato, nei giorni che precedono le festività natalizie, con la proposta di concorrere insieme a una gara d’appalto per la costruzione di una scuola. Alejandro accetta ma quando si renderà conto di essere stato truffato sarà troppo tardi. Osvaldo lo riduce al lastrico e per sfuggire alle sue disperate richieste di indennizzo, lo denuncia. Alejandro viene così accusato di tentata estorsione e minacce. Un frettoloso pubblico ministero, distratto dagli impegni per le incombenti vacanze natalizie, e un’anziana giudice per le indagini preliminari, ciecamente fiduciosa nell’operato di chi l’ha preceduta, conducono Alejandro in carcere. Quando poi l’architetto viene rimesso in libertà la sua vita è distrutta, e invece di pensare a riprendere la sua vita, Alejandro si dedica a studiare minuziosamente la sua rivalsa, il suo ultimo progetto.

Prigioniero della mia libertà, diretto da Rosario Errico che firma anche la sceneggiatura insieme a Stefano Pomilia e Michela Turchetta, è il dramma straziante di un innocente che si ritrova colpevole in una gincana giudiziaria in cui non riesce più a rivedere la luce.

L’errore commesso dal superficiale magistrato, interpretato da Giancarlo Giannini, avvia il percorso di umana sofferenza a cui è ingiustamente sottoposto Alejandro Torres, dal volto dell’attore spagnolo Jordi Mollà, in una tragica spirale. Rosario Errico cerca negli errori, nella corruzione, nell’approssimazione, nelle invidie e nelle gelosie, le falle del sistema giudiziario che in un attimo può distruggere una vita umana. La legge prevede il risarcimento danni per chi è stato ingiustamente accusato, ma quanto costa la libertà di un uomo sfinito? È la domanda che si pone il regista di fronte a quest’assurda rappresentazione della giustizia.

Rovesciando la narrazione che parte dal momento decisivo della vicenda, l’arresto di Torres, il regista non introduce la storia, lasciando lo spettatore nel dubbio sull’innocenza del protagonista, che fatica a sbiadire anche una volta che si è venuti a conoscenza dei fatti. Quel dubbio è lo stesso che rimane nello sguardo della gente su un presunto colpevole anche dopo una definitiva sentenza di assoluzione. Errico gioca sugli sguardi in una messa in scena che mantiene sempre alta la tensione.